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Gruppo di Solidarietà Asociaciòn Madres de Plaza de Mayo (Argentina)

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L'Associazione Kabawil promuove i progetti dell'Associazione Madres de Plaza de Mayo di Buenos Aires e organizza campagne informative di sensibilizzazione sulle tematiche riguardanti l'America Latina.

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24/07/2008

pañueloASOCIACION MADRES DE PLAZA DE MAYO
1977- 30 de abril -2008. 31 años de LUCHA Y RESISTENCIA

                               Buenos Aires, 24 luglio 2008



UN LIMPIDO GIORNO DI GIUSTIZIA

L'Associazione Madres de Plaza de Mayo sarà presente durante la sentenza contro il repressore Luciano Benjamín Menéndez che la giustizia pronuncerà oggi, nel processo per crimini di lesa umanità che il dittatore ha commesso durante il suo incarico di Comandante del Terzo Corpo dell'Esercito durante la dittatura argentina dal 1976 al 1983.

"Sarà un giorno chiave per gli argentini" ha dichiarato la presidentessa dell'Associazione, Hebe de Bonafini, che non potrà assistere all'udienza perchè convalescente da una forte influenza. E ha aggiunto che "il violentatore, torturatore e assassino sarà condannato e questo mi sembra molto importante". Inoltre "ci aspettiamo la massima pena dell'ergasto
lo e in un carcere comune", ha puntualizzato.

Ha anche ricordato l'episodio in cui Menéndez è stato fotografato con un coltello in mano mentre si avventava sui manifestanti che lo ripudiavano, immagine che oggi riempie la città di Córdoba. "Era il 1984, io ero lì con altre organizzazioni che ripudiavano il genocida e metto da parte i ritagli di giornale che sfiguravano la sua condizione chiamandolo "accoltellatore" ha ricordato Bonafini e ha rimarcato: "domani l'accoltellatore sarà condannato come torturatore".

Oltre alla condanna a Luciano Benjamín Menéndez, saranno processati anche Hermes Oscar Rodriguez, Jorge Exequiel Acosta, Luís Alberto Manzanelli, Carlos Alberto Vega, Carlos Alberto Díaz, Oreste Valentín Padovan, Ricardo Alberto Ramón Lardone, e i defunti César Emilio Andón, Arturo Gumersindo Centeno e Ricardo Andrés Luján.
(dati su Menéndez e Acosta in questo link)

Tutti sono sotto processo del Tribunale Orale Federale 1 della città di Córdoba dallo scorso 27 maggio per delitti imputabili alla privazione illegale della libertà, torture aggravate e omicidio aggravato contro quattro militanti, fatti accaduti nell'anno 1977.
postato da: kabawil alle ore 21:06 | link | commenti
categorie: lotte, madres
21/07/2008

QUIEREN SEGUIR PONIENDO OBSTÁCULOS PARA MINAR EL GOBIERNO
Vogliono continuare a mettere ostacoli per minacciare il governo


Evel de Petrini, Beba. Discorso del 17 luglio 2008.

pañueloL'impero continua ad istigare mostrando pelle di pecora, con falsa cortesia dell'emissario Thomas Shannon (ndt. sottosegretario agli esteri per l’America latina del governo Bush) in visita dalla nostra Presidentessa. Ma non è casuale che si trovi da queste parti mentre la IV flotta (ndt. statunitense) sta girando in oceano - il caso non esiste in politica -. Cosa vogliono in queste latitudini? Tutto ciò che succede porta con sé un obiettivo, minacciare il potere del governo. Fargli cattiva pubblicità, con i mezzi d'informazione complici. Inventare o deformare le cose. Creare un clima di sfiducia per far credere che possono sottomettere la Presidentessa, mettendo ostacoli, bloccando strade, annunciano che posseggono armi, creano mancanza di viveri, si impossessano del territorio con un'impunità mai vista.
Non tollerano un governo democratico che abbia finalità che vanno a favore del paese e del popolo. Vogliono che se ne vadano via!
Come ha detto De Angelis (ndt. Alfredo, leader della protesta "del campo", rappresentante della Federazione Agraria Argentina di Gualeguaychú), a cui tanto importa il popolo, se volete mangiare carne pagatela 80 pesos. Certo, secondo lui, i poveri devono mangiare merda. Vogliono che paghiamo prezzi d'esportazione.
Non vogliono, come dicono loro, che si continui a perseguitare i militari. Vogliono che si concludano, definitivamente, i processi per i crimini di lesa umanità.
Non tollerano l'interventismo statale, le trattenute, la redistribuzione della ricchezza, l'unione con i governi latinoamericani, la banca del Sud. Non vogliono che i loro enormi guadagni siano gravati da più tasse. Vogliono continuare a mettere ostacoli per minacciare il governo.
Loro fanno parte delle famiglie che si sono impossessate del paese, con la Sociedad Rural in testa. Che con questo affronto aperto contro la Presidentessa si sono tolti la maschera, per la prima volta mostrano il volto e sono se stessi, senza usare lo scudo dei militari golpisti assassini come sempre hanno fatto.
Coloro che hanno votato ieri sera per il NO (ndt. al Senato il governo si è visto respingere il decreto sulle trattenute, contro il SI del giorno prima al Congreso dei deputati) si sono alleati con questi individui e i loro pensieri, da molti si prevedeva e molti hanno cambiato come il camaleonte e hanno cambiato colore. Tutto è servito, nonostante tutto, ad avere chiaro chi è chi. Hanno tutto il diritto di farlo. Ma non potranno evitare le conseguenze che tutto ciò produrrà, saranno loro i responsabili.
Del Vicepresidente Cobos non ci meravigliamo, ha tradito la sua piattaforma politica, ha agito come sempre hanno fatto i radicali, come un traditore. Come lui ha detto, sarà la storia a giudicarlo. Ma oggi lo giudicheremo anche noi, il popolo.
Questo rende più forti noi che vogliamo un paese per tutti, noi che pretendiamo di migliorare le condizioni di vita ogni giorno, noi che vogliamo lavorare per ottenere un mondo in cui tutti si possa vivere con dignità, non abbasseremo le braccia. Bisogna manifestare, dimostrare che continuiamo la lotta di sempre.
Siamo disposti a difendere con forza il diritto ad essere liberi e ad agire a favore di questa libertà, libertà di opinione, di fare, di pensare e di agire contro ogni oppressione imperialista al di fuori e dentro il nostro paese.
E' per questo che dobbiamo unirci tutti per affrontare il nemico.

video discorso
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categorie: discorsi del giovedì
17/07/2008

¿De qué democracia hablan? ¿De la que está de acuerdo con todos sus intereses?
Di quale democrazia parlano? Di quella che è d'accordo con tutti i loro interessi?


Mercedes de Meroño. Discorso del 10 luglio 2008
 
pañueloBuon pomeriggio compagni.
L'oligarchia ha chiesto democraticamente e come si deve che la questione delle trattenute fosse discussa in Parlamento. E così è stato.
Ma siccome i risultati non sono stati quelli da loro sperati, perchè hanno paura che i senatori approvino la legge così come hanno fatto i deputati, minacciano un nuovo blocco, con gente che è già pronta ai lati delle strade.

Di quale democrazia parlano? Solo della democrazia che è d'accordo con tutti i loro interessi?

Già alla fine della scorsa decade, la CTA (ndt. Central de Trabajadores Argentinos, sindacato) denunciò la Federazione Agraria per aver moltiplicato i primi semi di soja RR insieme alla Monsanto. Da un'indagine risulta che 8 o 9 anni fa, durante un ritiro della Caritas, è stato consegnato al Vescovo Jorge Casaretto (ndt. vescovo della località di San Isidro e presidente della Commissione episcopale della Caritas) un dossier con risultati scientifici sui danni che provoca l'assunzione di soja nel ritardo neurologico e ormonale dei bambini. Da quel momento la Caritas ha imposto nelle proprie mense le cotolette di soja.

Ancora insieme la chiesa e il capitalismo. Si può dare qualsiasi cosa ai poveri delle mense tanto, se muoiono, saranno felici perchè di essi sarà il regno dei cieli.

Infine vi voglio dire che, per scelta e proposta da parte dei bambini della classe 4° della Scuola Martín de Güemes di Lomas de Zamora (ndt. in provincia di Buenos Aires) ieri è stato dato il nome "Madres de Plaza de Mayo" a una delle sue aule. Erano presenti Hebe, Nadia, Chela e Rosita.


Grazie tante, compagni, ci vediamo giovedì prossimo.

megafono
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categorie: discorsi del giovedì
11/07/2008

Estados Unidos instala sus bases en Colombia para espiar a Ecuador y a Venezuela
Gli Stati Uniti installano le loro basi in Colombia per spiare l'Ecuador e il Venezuela

Hebe de Bonafini. Discorso del 3 luglio 2008.

pañueloSono arrivata da Tucumán (ndt. regione argentina del nordovest) alle due e mezza di notte, mi ha aspettato "Tanito" Fernando per non farmi tornare da sola dall'aeroporto, dopo un giorno e mezzo, quasi due, di una battaglia incredibile. Siamo arrivate, siamo state in un albergo che era  all'interno della cerchia di alberghi in cui uno poteva camminare per strada, dovevi avere credenziali. Bene, da subito qualcuno ha saputo che non avevamo credenziali e ce ne hanno data una come facenti parte del gruppo ufficiale, perciò siamo potute entrare nell'albergo dov'erano tutti i presidenti. Certo, quando ci hanno viste, molti di loro che ci conoscono, ci hanno salutate, ma la nostra sorpresa è stata grande per il fatto che, per la prima volta, hanno permesso ad un'organizzazione sociale di partecipare al Forum del Mercosur dei Presidenti. Quindi eravamo lì quando loro parlavano, per noi è stato molto importante poter ascoltare, poter partecipare. E' stato molto importante anche perchè le organizzazioni sociali, che due giorni prima avevano partecipato ad un forum, avevano chiesto che si considerassero le organizzazioni per la partecipazione ai forum.

Questo forum non è più del Mercosur economico, ora è del Mercosur politico, del Mercosur sociale, in cui l'Argentina in fatto di diritti umani ha dato l'esempio, l'esempio in processi, l'esempio in condanne, l'esempio in consegna degli edifici in cui c'è stata morte affinchè costruissimo vita. E' stato chiesto che anche l'Uruguay, il Paraguay, il Brasile, posti che non sono stati considerati e che non hanno processi, siano anche come siamo riuscite a fare noi Madres in Argentina, luoghi in cui ci siano condanne. In cui sia condannata l'operazione condor, perchè tutti i nostri paesi sono stati coinvolti. Già in questo Mercosur che adesso è politico e sociale, Chávez ha espresso proposte meravigliose, ha chiesto della banca, del Banco del Sur per avere una nostra banca e la nostra Presidentessa (ndt. Cristina Fernàndez de Kirchner) ha detto "è già tutto pronto, perchè l'Argentina era l'addetta a tirar su la banca ed è già tutto pronto".

Anche Chávez ha proposto il fatto che siamo obbligati a sapere cosa succede con questa flotta, la IV Flotta degli Stati Uniti che sta costeggiando le nostre coste, spiando perchè loro possono venire a spiare tutti i nostri paesi e noi non abbiamo il diritto di chiedergli "signori, che cazzo state facendo qui?" Allora si è approvato che gli si chiederà con il diritto che abbiamo. Anche Chávez, con la sua destrezza, ha fatto cambiare all'albergo - il signore dell'albergo era progressista, devo riconoscerlo - i nomi dei saloni; si chiamavano Impero, Maestà, facendoli cambiare in San Martìn, O'Higgins e Bolívar, quindi ci ha chiarito la questione perfino con i saloni dell'albergo. E mi è sembrato che non fosse un fatto piccolo, è un uomo che è in tutto. Il discorso di Cristina (ndt. Fernàndez de Kirchner) è stato meraviglioso, anche Lula (ndt. presidente del Brasile) ha fatto proposte e anche Chávez ha chiesto che ci si aiuti gli uni con gli altri. Il Presidente dell'Uruguay ha chiesto che noi argentini e i brasiliani, che fabbrichiamo macchine, automobili, che abbiamo imprese grandiose per la costruzione di automobili, ci ha chiesto di dare a loro le parti che riguardano il cuoio perchè loro hanno molto cuoio e sarebbe un modo di dare lavoro alla sua gente e di utilizzare il cuoio che hanno. Ed è stato approvato che se loro hanno il ferro che ce lo diano e se altri hanno bisogno di cuoio, che sia un modo per dare lavoro a tutti i nostri paesi e che lo scambio sia sempre più forte affinché possiamo crescere in ogni luogo, tutti noi. E' stato davvero qualcosa di molto importante.

Anche Evo Morales ha chiesto qualcosa di meraviglioso, che non si dica ritorno della gente, degli esiliati in Europa, ma che lo si chiami con il vero nome, siccome li cacciano via, li arrestano, li torturano, li rimandano nel loro paese perchè li uccidano, questo non è un ritorno, è una cosa orribile che fanno oggi gli europei che dimenticano quanto hanno ricevuto. Siccome una volta gli europei dissero che gli indigeni non avevano anima, Evo ha chiesto dov'è ora  l'anima degli europei, neanche loro hanno l'anima.

Evo è venuto con i suoi figli, una bambina e un bambino abbastanza grandicelli che hanno camminato per la città di Tucumán senza guardia del corpo, senza niente, hanno mangiato in qualsiasi ristorante, questo dimostra la grandezza di Evo nel significato che ha per lui il popolo. Lui non vuole protezione, perciò è andato a giocare a calcio, non c'era quasi protezione, è stato grande l'entusiasmo con cui ha giocato dopo tanta stanchezza, senza dormire, senza mangiare. E' stato davvero meraviglioso, ringrazio davvero tanto che noi Madres abbiamo potuto essere, con Sarita di Tucumán, in quel luogo meraviglioso.

Sono stata un momento con Chávez, sono stata un momento con Evo Morales, tutti sono contenti per quanto stiamo facendo preoccupati per quello che sta succedendo in tutti i nostri paesi.

Quindi abbiamo passato due giorni molto intensi e ci siamo rese conto che adesso, questo Mercosur che all'inizio tutti noi maltrattavamo perchè rappresentava solo l'aspetto commerciale, adesso ha molto a che vedere con quell'unità latinoamericana per cui tanti hanno dato la loro vita.

E che sia ricomparsa (Ingrid) Betancourt, che mi sembra una bella cosa, bisogna indagare per quale motivo c'era lo statunitense (ndt. John McCain, candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti) il giorno prima con Uribe (ndt. Alvaro, presidente della Colombia), come siano andate le cose, cosa succede con le FARC (ndt. Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia). Mi sembra davvero una bella cosa che i prigionieri siano stati liberati, mi sembra bellissimo che i prigionieri siano tornati nelle loro case, ma indaghiamo per bene cosa fanno gli Stati Uniti per infiltrare gli uomini delle FARC che hanno dato molti anni della loro vita. Mi sembra che sia un momento molto difficile per loro e speriamo che ricompaiano ancora i prigionieri, ma che Uribe non lo faccia perchè gli Stati Uniti lo appoggiano e infiltrano, non li infiltra Uribe, li infiltrano gli Stati Uniti che hanno tutto nelle loro mani.

Va bene che siano tornati i prigionieri, mi sembra fantastico, ma pensiamo anche a cosa fanno gli Stati Uniti per installare le loro basi in Colombia che è un modo per spiare l'Ecuador e il Venezuela. Attenzione a quello che fanno gli Stati Uniti in Colombia, è buono che tornino i prigionieri ma a quale prezzo compagni?
Grazie e a giovedì prossimo.

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categorie: discorsi del giovedì
04/07/2008

Nuestros hijos son los que dieron la sangre, los trabajadores son los que están dando la vida
I nostri figli sono quelli che hanno dato il loro sangue, i lavoratori sono quelli che danno la vita


Hebe de Bonafini. Discorso del 26 giugno 2008

pañueloEbbene, compagni, alcune di noi sono arrivate un poco più tardi oggi perchè siamo andate all'inaugurazione della cooperativa delle transessuali in Avellaneda (ndt. quartiere della Città di Buenos Aires), e siccome il ponte era chiuso abbiamo fatto un po' tardi. Ma è stato importante, siamo le loro madrine, inizieranno a lavorare, produrranno lenzuola. E' andata molta gente, è andato l'Intendente (ndt. il sindaco di Avellaneda), è andato il delegato della Ministra di Sviluppo Sociale, che hanno finanziato con le macchine e con soldi per mantenere la casa. Erano molto contente, sono donne di una certa età che, per la prima volta, hanno un lavoro dignitoso, riconosciuto, ben pagato e senza dover prostituirsi, e credo che questo valga moltissimo.

E siccome i giornalisti mi chiedevano unicamente il perchè io fossi lì, quando ho finito il discorso ho detto: "sapete compagni, voi finora non ve ne siete accorti, anch'io sono una transessuale e voi finora non ve ne siete accorti. E' per questo che sono qui". Non hanno domande intelligenti da fare.

Stiamo vivendo un momento molto difficile, queste tende...C'è la tenda dei nostri nemici, li vediamo come si vestono, le macchine che hanno, vediamo come la pensano. E' uscito l'appello che hanno emesso nel 1977 e che appoggiava il golpe militare, oggi è stato commentato da parecchi giornali. Quando noi Madres diciamo che sono gli stessi è perchè sono le stesse federazioni, gruppi che hanno firmato l'appoggio, dicendo che bisognava migliorare un po' di più quanto aveva fatto la dittatura, quindi più torture, più morti e più repressione. Quindi ciò che diciamo noi Madres non è diverso. Parlo delle tende perchè credo che noi non possiamo andare dietro di loro. Credo che ai giovani, sia quelli dei K (ndt. dei Kirchner), quelli di Evita (ndt. gruppo del partido justicialista), tutti quelli che sono nelle sei o cinque tende, manchino strategie politiche; gli mancano forme politiche, idee politiche e cose chiare. Perchè i tipi hanno cacciato un toro e loro un paio di palle. Se hanno cacciato un toro è perchè è un cornuto quel tipo. E' molto chiaro. Quindi invece di dire: "De Angeli (ndt. uno dei leader dello sciopero del "campo") cornuto", non mettono le palle. Il fatto è che non hanno creatività. Non possiamo andare dietro di loro, credo che dovrebbero sorgere molte più cose perchè c'è moltissima gente, ci sono molti giovani e abbiamo bisogno. Non possiamo permettere che riempiano il Congresso, il Congresso dobbiamo riempirlo noi. Quando ci sono entrata l'altro giorno mi vergognavo, tutta quella gente del campo, perchè tu vedi come sono vestiti e non ti puoi sbagliare, che avevano molto più posto di noi. Non possiamo permettere che occupino il Congresso. Il Congresso dobbiamo occuparlo noi perchè siamo noi a fare la democrazia. Siamo noi ad aver messo il corpo, i nostri figli sono quelli che hanno dato il loro sangue, i lavoratori sono quelli che danno la vita. Non questi farabutti, fascisti e criminali. Oggi mi dicevano che ci sono alcuni che non sono criminali, che alcuni sono confusi, ebbene, se sono confusi è ora che si rendano conto che stanno appoggiando gente che non ha soltanto appoggiato le dittature per uccidere ma che, anche in questo momento, sta sfruttando tantissime persone. Chi difende i lavoratori del campo? Chi difende gli uomini ai quali danno solo un piatto di cibo facendo lavorare tutti i bambini, tutti i figli che hanno? E sono in nero. Chi dice qualcosa per loro? La gente non può essere tanto confusa. Io credo che ci siano tipi che sono qui e lì, e non vogliono scontentare nessuno e che, nel dubbio venga la destra, si vanno adattando.

Cobos (ndt. Julio, vicepresidente) è un traditore, da buon radicale che è. Mi perdoni la Presidentessa (ndt. Cristina Fernàndez de Kirchner) che ha un vicepresidente simile. E' un traditore, i radicali sono stati sempre traditori. Da un asino non si può pretendere altro che calci.

Quindi, compagni, c'è molto per cui lottare, parlare, discutere, dipingere molti fazzoletti, difendere la democrazia. Il fazzoletto delle Madres è servito molti anni per chiedere giustizia, carcere per gli assassini. E oggi questo fazzoletto serve per difendere questo carcere per gli assassini che è la democrazia. E' per questo che anche oggi dipingiamo fazzoletti, per coprire la casa di Governo con un muro di fazzoletti che dicano "Per difendere la democrazia, NON UN PASSO INDIETRO!" E sopra una frase che dica "NO PASARÁN". E dobbiamo difenderlo con la nostra vita se fosse necessario, perchè significa difendere il lavoro, la casa, la salute, tutto quanto abbiamo raggiunto finora, che non è poco compagni.

Quindi bisogna continuare a lottare. La Piazza è un bastione che non lasceremo. E anche adesso, nel pomeriggio, parlerò in una delle tende, e parlerò molto seriamente ai compagni. Non possiamo giocare, in segno di convivenza, a rugby con questi figli di puttana; hanno fatto male. Quale convivenza? Al nemico neanche l'acqua, come fai a convivere con il nemico? Al nemico neanche l'acqua, e siccome non gli diamo acqua non giocheremo neanche a rugby con loro. Ripudiamo la presenza della tenda dei "ruralistas" (ndt. appartenenti alla Sociedad Rural, federazione dei proprietari terrieri) che è di fronte alla nostra casa (ndt. nella Plaza de los dos Congresos a Buenos Aires), la ripudiamo in tutti i sensi.

Dicevano di questo uomo, farabutto che non posso neanche vedere, "avete visto? adesso è un candidato, che si presenta bene, che ha una buona immagine" mi diceva un giornalista.
Quale buona immagine? Questo è uguale a quelle che fanno la lap dance da Tinelli (ndt. conduttore televisivo), sono meteore, oggi ballano e domani stop, finita la lap dance e ciao, nessuno ricorda più niente. Questo è De Angeli.

A giovedì prossimo, compagni.

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26/06/2008

LAS MADRES JUNTO A LAS TRAVESTIS
Le Madres insieme alle Transessuali


Oggi, 26 giugno alle ore 12,00 (le 17,00 in Italia) Hebe de Bonafini, in rappresentanza dell'Associazione Madres de Plaza de Mayo, è stata Madrina dell'inaugurazione della PRIMA COOPERATIVA DI LAVORO DI TRAVESTITE E TRANSESSUALI “NADIA ECHAZÚ” di Buenos Aires. L'impresa per la produzione tessile sorge dall'iniziativa di 30 compagne che cercano di formarsi e offrire un'alternativa lavorativa alla comunità.

Nel mese di dicembre 2005 la Casa Editrice Madres de Plaza de Mayo ha
pubblicato il libro "Il gesto del nome proprio". Si tratta del primo libro che spiega la situazione marianalibro_002delle travestite, transessuali e transgender, in diversi luoghi di Buenos Aires. La ricerca è stata coordinata dall'ALITT (Asociación de Lucha por la Identidad Travesti Transexual), da attiviste femministe e da donne impegnate in campo accademico, lavoro che ha permesso, secondo quanto riferiscono le protagoniste, di "imporre l'autorità delle proprie percezioni".
In questa occasione, dando un passo in più nella costruzione di cittadinanza, con l'appoggio di Hebe de Bonafini e dell'Associazione Madres de Plaza de Mayo, l'accompagnamento del Ministero di Sviluppo Sociale e del Ministero del Lavoro, sono riuscite a creare una fonte di lavoro.



La Cooperativa porta il nome di una delle lottatrici argentine più valorose per i diritti delle travestite, una colonna portante dell'attivismo transessuale, un'eroina che appartiene alla memoria collettiva del movimento gay-lesbico-bisessuale-transessuale. Nadia Echazú è stata una delle prime a raggruppare le sue compagne in strada, ha militato nell'Associazione di Travestiti di Argentina (ATA) e ha fondato l'Organizzazione di Travestiti e Transessuali di Argentina (OTTRA). La sua vita era segnata dalla violenza repressiva della polizia, ma non si è mai persa di coraggio: andava al gay-pride sui suoi pattini. E' morta per complicazioni dal virus HIV il 18 luglio 2004.

Sei anni prima, diversi agenti di polizia la circondarono in strada, la misero in una volante e la portarono in questura dove le misero una camicia di forza. La buttarono a terra, la pestarono in modo selvaggio pregiudicandole un rene, la bagnarono e la lasciarono distesa in una cella. Nonostante tutto, Nadia continuò la sua militanza. Il 7 ottobre 2001, mentre era in strada per consegnare preservativi e per informare le compagne sulle forme di contaggio del virus dell'HIV, fu nuovamente maltrattata da agenti dello stesso commissariato. Uno di loro le chiese i documenti sui quali sputò. "Te li do io i diritti, frocio depravato", le disse e la minacciò di "strozzarla" se fosse tornata in zona. Prima di metterle le manette e farla salire sulla volante si divertì a picchiarla e a buttarle in faccia gas lacrimogeni.
Lei tornò, più volte, fino ad essere ricoverata e finire i suoi giorni in un ospedale di Buenos Aires in cui fu perseguitata dalla violenza di genere: è morta nel reparto uomini.
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20/06/2008

Estamos defendiendo nuestra historia y el futuro de este país
Stiamo difendendo la nostra storia e il futuro di questo paese
 

Hebe de Bonafini. Discorso del 19 giugno 2008.

pañueloAnche oggi è stato un giorno particolare per noi Madres, abbiamo lanciato una campagna nazionale per difendere la democrazia. Dipingeremo fazzoletti bianchi in tutto il paese, fazzoletti bianchi che dicano "Per difendere la democrazia NON UN PASSO INDIETRO". Organizzazioni sociali, partiti, quartieri, tutto il mondo. Non stiamo appoggiando un governo, stiamo difendendo tutto quello che tutti noi abbiamo raggiunto in trenta anni e più, e non lo lasceremo alla sorte. Una volta raggiunti migliaia di fazzoletti li appenderemo a canne "tacuara" (ndt. specie di canna della Pampa, lunga anche 18 piedi, era ornata con piume e maneggiata dall'indio con precisione) - che anche la canna "tacuara" ha la sua storia - e faremo un muro di fronte alla casa di governo (ndt. Casa Rosada di fronte alla Plaza de Mayo) che dica "NO PASARÁN". Ma prima annoderemo tutti i fazzoletti, uno ad uno, così come dovremmo essere annodati tutti noi argentini, senza pensare alle differenze, ma pensando che dobbiamo difendere questo che è oro colato e che, se lo perdiamo, ci massacreranno un'altra volta.

C'è molta gente che lo ha preso, la Commissione dei Diritti Umani della CGT (ndt. Central General de Trabajadores, sindacato), qualche gruppo politico: Octubres, Evita (ndt. gruppi del Partido Justicialista), tutti, organizzazioni sociali, i quartieri perchè quello che importa è che ogni fazzoletto dipinto spieghi cosa significa difendere la democrazia. Non stiamo difendendo un partito politico, stiamo difendendo la nostra storia, stiamo difendendo i nostri figli, i nostri nipoti e il futuro di questo paese. Ed è la prima volta che possiamo contendere al nemico quello che oggi gli contendiamo, a questa maledetta classe che ci ha sempre calpestati. Difendiamo la nostra classe, difendiamo i lavoratori, che è difendere la democrazia, è difendere la salute, è difendere l'alloggio, è difendere tutto quello che stiamo ottenendo. Per ogni fazzoletto dipinto bisogna parlare con il compagno, ogni fazzoletto annodato è uno più l'altro più l'altro. La canna "tacuara" ha a che vedere con la storia. E il "NO PASARÁN" è l'impegno di ognuno di noi. Che in nessun modo dobbiamo lasciarli passare. Grazie compagni.

megafono
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19/06/2008

pañueloASOCIACION MADRES DE PLAZA DE MAYO

1977- 30 de abril -2008. 31 años de LUCHA Y RESISTENCIA




CARTA ABIERTA A LA COMUNIDAD ECONÓMICA EUROPEA

Lettera aperta alla Comunità Economica Europea

Alle donne e agli uomini di tutti i paesi della Comunità Economica Europea che stanno diventando donne e uomini senza cuore:mani cpt mod
Gli interventi discriminatori che volete attivare contro gli immigrati di tutti i paesi del cosiddetto terzo mondo, con prigione o deportazione, sono interventi selvaggi.
Come Madri vi chiediamo cosa sarebbe successo se, negli anni delle guerre, della fame del primo mondo, i nostri paesi vi avessero chiuso le porte. Quanti di noi sarebbero morti di fame nell'Europa ricca di oggi e distrutta ieri dalle guerre infami.
I vostri paesi hanno usato gli immigrati come manodopera a basso costo e ora, in seguito alla decadenza di questi stati, li condannano a tornare alla fame e alla disperazione.
In rappresentanza dell'Associazione Madres de Plaza de Mayo che presiedo, e in nome di tutte le madri, vi chiedo di rivedere queste misure e che prima della testa sentiate il vostro cuore.
Signori, nessuno dei vostri figli o nipoti è libero dalle stesse misure che state adottando.
Voi avete sempre le guerre molto vicine che arrivano per mano del terrore e della fame. Il nostro impegno "L'ALTRO SONO IO" vi deve far pensare. Ascoltateci.


Hebe de Bonafini
Presidentessa Asociación Madres de Plaza de Mayo
postato da: kabawil alle ore 17:05 | link | commenti (1)
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18/06/2008

OGGI ALLE 15 TUTTI A PLAZA DE MAYO
Le Madres de Plaza de Mayo convocano a difendere la democrazia e la libertà.

La rappresentante dell'Asociación Madres de Plaza de Mayo, Hebe de Bonafini, ha convocato per oggi, mercoledì 18 giugno alle ore 15 (20 ora italiana) a recarsi in Plaza de Mayo in difesa della democrazia e della libertà.

Hebe ha spiegato che la convocazione è rivolta a tutte e tutti i cittadini e organizzazioni sociali per esprimere il proprio appoggio alla democrazia in seguito agli attacchi dei ricchi proprietari terrieri, rappresentati dalla Sociedad Rural, subiti dal governo nazionale.

Hebe ha fatto un appello speciale agli artisti perchè oggi siano presenti in Plaza de Mayo.

"Se vuoi difendere la democrazia e la libertà, non un passo indietro, mercoledì andiamo tutti a Plaza de Mayo" ha esortato Hebe.

madres no monumento
per info:

Il manifesto

Agenzia Agi
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15/06/2008

LA SOCIEDAD RURAL NO SE MERECE LA PERSONERÍA JURÍDICA
La Sociedad Rural non merita la personalità giuridica

Hebe de Bonafini. Discorso del 12 giugno 2008.

pañueloCompagni, in questi giorni noi Madres, l'altro ieri e oggi, abbiamo presentato degli scritti che hanno provocato un po' di allegria ai cosiddetti produttori del campo.
E abbiamo presentato uno per associazione illecita e azione contro il proprio stato. E oggi ci siamo spinte un po' più in là, perchè crediamo che oltre ad essere d'accordo con la ditribuzione della ricchezza, ad essere d'accordo con i piccoli produttori e ripudiare questi uomini che usano il paese come se fosse loro, dobbiamo fare cose concrete.

E no, va bene, ci sono lettere firmate dagli intellettuali, mille, millecinquecento, ma sembra che non si metta il corpo. E mettere il corpo è fare la denuncia e la denuncia ha già portato a minacce che abbiamo ricevuto. Bene, noi facciamo la denuncia sapendo cosa ci potrà succedere, ma anche perchè siamo sicure che bisogna dare una risposta a questi signori violenti.

E oggi siamo andate all'Ispezione Generale della Giustizia a chiedere che venga tolta la personalità giuridica a questi tipi perchè non la meritano.

Personalità. Noi Madres abbiamo portato avanti con la nostra lotta lungo tutti questi anni la difesa estrema dei diritti umani, spogliandoci del concetto di individuo per farci carico della difesa dei diritti della comunità e in questo senso ci sentiamo legittimate nel campo etico e giuridico ad effettuare la  denuncia e il sollecito che segue:

Oggetto: Per quanto considerato sollecitiamo che si proceda alla cancellazione della personalità giuridica concessa alla Asociación Civil Sociedad Rural Argentina (albo n°350465) (ndt. Associazione Civile Società Rurale Argentina) e alla Fundación Confederaciones rurales Argentinas (ndt. Fondazione Confederazioni Rurali Argentine), per aver configurato con la loro condotta un settore del regime legale a cui si trovano subordinate, distorcendo i loro obiettivi sociali, la finalità dal riconoscimento statale alla sua esistenza e causando un danno grave alla comunità e ai principi costituzionali dei cittadini nell'atto di lesionare i principi quali: "affermare la giustizia", il rispetto e il riconoscimento dei diritti essenziali dei cittadini (articolo 14 della costituzione nazionale) e soprattutto i "diritti e garanzie non enumerati ma che nascono dalla sovranità del popolo e dalla forma repubblicana di governo", e continua un po' più oltre.

Ebbene, l'abbiamo portato oggi all'Ispezione Generale di Giustizia, ci hanno ricevuto molto bene. Certo, il presidente e la presidentessa dicono "le Madres, come sempre, non fanno cose leggere". Per le cose leggere ci sono già parecchi, per i "tiepidi" ci sono altri e per i traditori altri ancora.

E' molto importante quello che sta succedendo e ieri è venuta a trovarmi gente di Santiago del Estero (ndt. regione argentina del nordovest), del Mocase (ndt. Movimiento Campesino argentino, Movimento Contadino), che vuole unirsi a questo fronte che si è formato (ndt. di piccoli produttori agricoli). Loro si sono resi conto che quello che ha detto Cristina (ndt. Fernàndez, l'attuale presidentessa argentina) è estremamente importante, i compagni del Mocase erano abbastanza contrari a Cristina. Ciò nonostante con questo ultimo discorso, con questa promessa, con questa cosa effettuata, con il decreto hanno smesso di contrastarla e pensano che dobbiamo unirci, dobbiamo unirci molto, non fare poco a poco.

Quindi tutto questo ci dà delle speranze, delle aspettative e che stiano allerta perchè stiamo indagando su che cazzo fanno con i soldi questi signori. E se esce quello che pensiamo continueremo ancora.

Abbiamo firmato una convenzione oggi con Misiones (ndt. regione argentina del nordest, al confine con il Brasile e il Paraguay), abbiamo firmato una convenzione con Santiago (ndt. del Estero, regione argentina del nordovest), domani firmeremo una convenzione nella Villa 15 (ndt. quartiere alla periferia della città di Buenos Aires) molto importante, domani mattina con il ministro De Vido, perchè diventerà piena di servizi, come si deve, molto di più di quanto noi Madres speravamo.

Quindi continuiamo a lavorare, continuiamo a mettere il corpo, continuiamo a dimostrare che ci sono molti modi di fare. E il miglior modo di fare è la strada, la Piazza che non lasciamo mai e presentandoci anche in ambito giuridico, concretamente, mettendo il corpo anche se ci percuotono. Già alcuni ci hanno insultate, ci hanno chiamate al telefono, ci hanno minacciate, figurarsi! Non basta. Loro sono spazzatura, continueranno ad essere spazzatura e noi faremo sempre più. Grazie.
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postato da: kabawil alle ore 21:01 | link | commenti
categorie: discorsi del giovedì